PERCHÉ GIOCARE IN BORSA

Per quante volte avrete potuto sentir parlare di “giocare in borsa” non ne corrispondono sicuramente altrettante in cui vi abbiano spiegato il perché giocare in borsa, o almeno come e perché ad un certo punto della storia questo principio abbia preso piede, rivoluzionando di fatto tutto lo scenario politico, economico, industriale e storico attraverso quella che va considerata la nascita della finanza.

Come abbiamo già visto presentando il sito, “giocare in Borsa” è una definizione che nasce dall’accostamento del principio finanziario di compravendita di titoli azionari quotatati appunto della Borsa Valori con quello appunto di un gioco, nella misura in cui questo genere di compravendita offre un potenziale di perdita o guadagno direttamente collegato a quelle che sono le nostre conoscenze, le nostre capacità e soprattutto le nostre abilità (e non ultimo anche il nostro allenamento!).

perché giocare in borsaEsattamente come vale per qualsiasi gioco, per avere successo è anche importante conoscerne le regole, i rischi e le caratteristiche e questo è l’obbiettivo principale di questo nostro sito: offrirvi tutte le coordinate necessarie a permeare questo gioco, a partire dalla sua storia e dal suo stesso senso di esistere.

La nascita della borsa, e quindi della finanza, hanno avuto luogo in un modo talmente semplice e spontaneo da risultare quasi buffo se paragonato a quella che ne è stata poi la conseguenza: non è affatto esagerato dire che sia stato proprio questo il motivo che ha sancito la nascita del Capitalismo e, quindi, di tutte le correnti politiche ed economiche che ne sono derivate nell’arco degli ultimi secoli, compresi ovviamente tutti i risvolti politici, storici e soprattutto sociali che ne sono scaturiti.


Se pensiamo al nostro stile di vita, al nostro modo di fare impresa e di intendere il denaro, a quello che per noi è il concetto stesso di capitale e a tutti “i vizi e le virtù” del consumismo, l’origine di qualsiasi cosa arriva proprio da li, dal momento in cui qualcuno ha deciso di associarsi mettendo insieme un unico capitale e frazionando proporzionalmente gli utili che ne sarebbero derivati una volta investito.

Cosa rappresenta il capitale nel Capitalismo? Ovviamente tutto quel che conta per rendere viva e redditizia un’impresa: nel sistema capitalista è necessario una costante flusso di budget sempre più consistenti che permettano il mantenimento e lo sviluppo del sistema industriale nel quale vengono investiti,l’utile creato da un investimento diventa esso stesso capitale, portando quindi sì ad un progresso e ad un arricchimento, ma anche ad una ulteriore necessità di fondi per farlo fruttare.

perché giocare in borsaCome è possibile far funzionare questo sistema di costante necessità di capitale? Naturalmente frazionandolo e vendendo delle quote degli utili che andrà a generare, così da richiamare attenzione e risorse di quelle persone che decidono di unirsi a queste “cordate” economiche.

Questo frazionamento dei capitali avviene appunto quotando le imprese nella Borsa Valori e stabilendo un valore di riferimento per ogni singola azione che se ne viene a creare, azioni che a loro volta possono venire comprate e vendute generando a propria volta un reddito e quindi un nuovo capitale, meccanismo che appunto viene definito “gioco in Borsa” per quanto detto precedentemente: in base alle nostre capacità, conoscenze ed abilità potremo infatti guadagnare o perdere un sacco di soldi, proprio come in un gioco.


STORIA DEL TRADING

PERCHÉ GIOCARE IN BORSA –  UN PO’ DI STORIA


Quando è avvenuto di avere per la prima volta bisogno di un capitale condiviso? Si va indietro fino alla seconda metà del XVII secolo, nel cuore dell’epoca coloniale che portava i Paesi europei ad esplorare per appunto colonizzare paesi lontani ricchi di risorse e poveri militarmente al punto da poter venire “conquistati” economicamente.

perché giocare in borsaQueste spedizioni erano potenzialmente molto remunerative e potevano rivelarsi capaci di rivoluzionare industria e commercio di chiunque le avesse affrontate con successo, ma erano anche estremamente costose e soggette ad una sorta di “moda”: nessun Paese poteva permettersi di rimanere troppo indietro rispetto agli altri in fatto di colonizzazione, quindi le spedizioni venivano organizzate in modo sempre più massiccio, andando spesso per tentativi e rivelandosi quindi anche sempre più dispersive sul piano economico.

Questo genere di esborso divenne presto troppo oneroso e continuo per venire gestito da singoli governi o da singoli finanziatori così come era stato fino a quel momento, divenne quindi spontaneo e naturale cominciare a cercare una forma di “associazione di capitale” che permettesse di trovare i fondi necessari alle spedizioni tra un ventaglio di investitori molto più ampio, ai quali veniva riconosciuta una quota degli utili ricavati dall’impresa proporzionale a quella che era la loro partecipazione in fare di partecipazione del capitale.

Va da sé che questo sistema funzionò subito, portando ad un’ulteriore aumento delle spedizioni coloniali e ad un incremento di questo circolo virtuoso economico ed industriale ma non solo: non essendo più necessario disporre di capitali macroscopici per investire economicamente in queste spedizioni potenzialmente tanto remunerative, per le quali da quel momento qualsiasi cifra sarebbe andata bene per ambire ad una fetta proporzionale di utili, il numero degli investitori aumentò a dismisura, autoalimentando questo sistema in modo sempre crescente e sempre più solido fino al punto di doverlo necessariamente riconoscere e regolare.


Riconoscimento e regolazione arrivarono in via ufficiale nel 1807 con quello che è il Codice di Commercio Napoleonico, nel quale venne per la prima volta contemplata l’esistenza delle cosiddette Società Anonime, delle forme di impresa per le quali veniva previsto il frazionamento del capitale e l’emissione di azioni di pari valore alle quote partecipate che potevano venire aperte da finanziatori anche anonimi.

Ma l’inserimento delle Società Anonime nel Codice di Commercio Napoleonico ebbe anche un altro importante ruolo, perché regolò anche una nuova forma di commercio che era innata nella partecipazione del capitale e che già avveniva da che sono nate le prime cordate, ovvero il commercio delle quote stesse che, a prescindere dall’impresa alla quale si riferivano, già di per loro generavano mercato e guadagni con la loro stessa compravendita, vedendo così in questo modo di fatto nascere la finanza.

perché giocare in borsaSe all’inizio di questa regolazione erano i governi ad autorizzare le società anonime, nella seconda metà dell’800 iniziarono invece ad esistere le così dette società a responsabilità limitata, entità che divennero alla portata di tutti e che ebbero da subito una massiccia diffusione, portando ad un incredibile aumento del sistema di quotazione in azioni delle aziende e al consolidamento di quello che era il commercio delle azioni stesse.

L’appunto sempre crescente quantità di compagnie quotate in azioni e dell’interesse nei confronti della compravendita delle stesse rese quasi subito necessaria l’istituzionalizzazione di luoghi designati a fare da punto di riferimento per questo tipo di commercio: è cosi che tanto per iniziare in Belgio, Olanda e Francia, iniziarono a nascere le prime Borse Valori, dove tutti i possibili investitori avevano occasione di comprare e vendere quote di tutte le società a capitale partecipato.

In quanto alla significato della parola “borsa” la spiegazione viene proprio dalla spontaneità con cui nacquero questi luoghi, perché una delle prime famiglie ad aver messo a disposizione i proprio spazi per radunare la compravendita delle quote azionare fu appunto la famiglia Van Der Burse di Bruges in Belgio, ovvero quella che prima di trasferirsi proprio per motivi di affari era l’italianissima famiglia Della Borsa, proveniente dal Veneto e destinata a segnare almeno simbolicamente con il proprio nome l’intera storia della finanza.


LA BORSA OGGI

PERCHÉ GIOCARE IN BORSA –  GIOCARE IN BORSA OGGI


perché giocare in borsaSenza dubbio gli ultimi quarant’anni di storia hanno segnato una vera rivoluzione in fatto di finanza, portando il sistema finanziario ad un ruolo di assoluta supremazia su quelli che sono stati gli equilibri economici, industriali e politici mondiali degli ultimi decenni.

Questo tipo di impatto sul mondo la finanza lo ha avuto ed in modo sempre più crescente dal momento stesso in cui è nata, ma nell’ultima parte del XX secolo, ed ancora di più all’inizio di questo XXI, il progresso della finanza ha incontrato sul suo cammino un altro tipo di progresso che ha caratterizzato quest’ultima epoca: la tecnologia.

Il rapporto tra finanza e tecnologia è strettissimo e pochi altri ambiti come quello finanziario hanno giovato del progresso tecnologico (si pensi anche solo all’effetto delle telecomunicazioni) per crescere a dismisura sia in fatto di diffusione che di possibili campi di applicazione: a partire dall’avvento del telegrafo per arrivare a quello del web, la finanza si è sempre evoluta in proporzione alla tecnologia del momento, riuscendo a raggiungere sempre più persone e ad aumentare esponenzialmente il numero delle possibili transazioni contemporanee, moltiplicando quindi in maniera totale il proprio impatto sul mondo economico e sulla società.

Ma non si parla solo di telecomunicazioni perché l’effetto della tecnologia sulla finanza può vedersi, soprattutto negli ultimi anni, in quella che è l’informatizzazione delle transazioni e la creazione di algoritmi capaci di controllare e prevedere l’evoluzione del mercato. Tutte queste innovazioni hanno dapprima condizionato l’evoluzione del mercato finanziario tradizionale, per poi arrivare a crearne addirittura uno nuovo a parte che mai sarebbe potuto esistere in mancanza di tutte le tecnologie di cui sopra: il mercato finanziario online.


perché giocare in borsaSe il web da una parte ormai regola tutti i flussi delle transazioni anche della finanza tradizionale, è diventato dall’altra parte l’habitat perfetto nel quale veder  nascere un mercato del tutto nuovo, quello della cosi detta finanza binaria alla quale questo nostro sito è interamente dedicato.

E la finanza binaria ha a sua volta portato ad un’ennesima rivoluzione definitiva del modo di giocare in borsa, perché ha permesso la creazione di prodotti finanziari quali le opzioni binarie che rendono possibile davvero a chiunque di operare con successo.

Se la finanzia sin dalla sua più remota origine si è gradualmente lasciata “toccare” da un numero sempre maggiore di persone, ma comunque sempre appartenenti ad una sfera culturale che avesse una preparazione specifica sull’argomento,

con l’avvento della finanza binaria ha invece definitivamente aperto le porte a tutti quanti coloro che abbiano quanto meno l’interesse nel capire come funzioni il principio che regola la compravendita di opzioni binarie ed altri prodotti specifici del trading online, questo pur confidando su sistemi e strumenti con base professionale identici a quelli con cui viene operata la finanza tradizionale.

perché giocare in borsaIl risultato è che al giorno d’oggi la vera Borsa Valori, di cui la prima fu a Bruges nella casa della “famosa” famiglia Van Der Burse, si può trovare a casa vostra, nel vostro salotto e sul vostro divano: è questa poi la vera definitiva rivoluzione tecnologica che, grazie a questa nuova era della telecomunicazione e dello sviluppo informatico, permette di trasformare la propria casa nel cuore pulsante della finanza binaria mondiale, confidando su sistemi che permettono di operare con successo a migliaia e migliaia di persone di tutto il mondo, dai grandi broker ai piccoli risparmiatori nessuno escluso.

I MIGLIORI BROKER

I MIGLIORI BROKER DI OPZIONI BINARIE – LA NOSTRA SELEZIONE


Quali sono i Broker più consigliati da FinanzaBinaria.com? Scopri i Migliori Broker sul mercato e tutte le particolarità delle piattaforme che propongono, puoi trovare la nostra selezione a questo link e tutte le pagine d’approfondimento qui di seguito!


 24 Option

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24Option è una delle piattaforme di maggior successo negli ultimi anni, proposta dall’omonima società con sede legale a Cipro e certificata con il marchio internazionale CySec: parliamo di un broker di grande qualità che propone payout medi dell’89% a fronte di depositi minimi anche di soli € 250,00.

Il valore di trading minimo è € 25,00 nel caso della maggior parte delle opzioni binarie, ma solamente di € 5,00 per le opzioni binarie 60 secondi e delle opzioni binarie 30 secondi. Permette di fare trading attraverso una vasta scelta di possibili opzioni binarie, tra cui le opzioni Call/Put, le OneTouch, le 60 secondi, le 30 secondi ed una vasta scelta di opzioni long term.

24 Option propone anche un eccellente help desk di supporto in lingua italiana.

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Banc De Binary

migliori brokerBanc De Binary è una piattaforma di sempre maggior successo che negli utili anni è cresciuta costantemente per numero di utenti e mole di transazioni, diventando uno dei broker maggiormente preferiti dal grande pubblico soprattutto in Europa.

Si tratta anche in questo caso di un’azienda con sede a Cipro, e regolarmente certificata Cysec, che può arrivare ad offrire rendimenti medi addirittura del 90% a fronte di depositi minimi di € 250,00. Il trading minimo di trading è di € 25,00 e anche in questo caso possiamo trovare tutte le opzioni binarie principali: Call/PutOneTouchBuilder e 60 secondi sono le “best seller” della piattaforma, ovviamente accompagnate anche da una vasta selezione di diverse altre opzioni.

Anche in questo caso il servizio di assistenza in lingua italiana è di primo livello.

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migliori brokerTopOption è un’altra piattaforma di opzioni binarie tra le più famose e riconosciute che ci siano nel panorama: si tratta sempre di una realtà cipriota che ormai da anni si dimostra solida ed affidabile vedendo il proprio mercato di riferimento crescere i modo continuo e convincente.

Parliamo di una broker certificato sia con marchio CySec che quello MiFid che offre payout medi che arrivano anche all’85% a fronte di depositi minimi di solamente € 100,00 e di un trading minimo altrettanto basso di solo € 10,00. TopOption è famoso anche per i payout di ritorno mediamente del 15% che spesso offre ai propri clienti utilizzando tutte le principali opzioni binarie come le Call/PutOneTouchBuilder e 60 secondi.

Naturalmente l’alto livello di questo broker non pecca della mancanza di un servizio di supporto in italiano altrettanto valido.

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Forte delle certificazioni Cysec e MiFid e di percentuali di resa medie dell’80% a fronte di un depositi minimi di soli $ 100,00, eToro offre spesso delle promozioni addirittura a deposito zero. Anche il trading minimo è orientato agli utenti neofiti e quindi decisamente basso: € 10,00 per la maggior parte delle opzioni, tra le quali spiccano per volume di utilizzo le opzioni binarie Call/PutOneTouch60 secondi e 30 secondi.

Il servizio di assistenza in italiano è di ottima qualità, ma ancora più spicca quello che è il progetto social di questa piattaforma: OpenBook, un sistema di community interna alla piattaforma per creare connessioni tra gli utenti e per permettere loro uno scambio di informazioni e suggerimenti.

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